Trasparenza

Come funzionano davvero questi strumenti

Che cosa fa l'intelligenza artificiale quando premi «genera», quali informazioni partono dal tuo computer e quali no, perché questi strumenti non ricadono tra i sistemi ad alto rischio e che cosa invece non sanno fare. Senza entusiasmi e senza scorciatoie.

Pagina aggiornata al 17 agosto 2026 · rivista a ogni modifica rilevante degli strumenti

1. Che cosa fa e che cosa non fa

La distinzione da cui dipende tutto il resto

Gli strumenti di questa piattaforma servono a scrivere documenti, non a prendere decisioni. Ricevono informazioni che hai già elaborato tu — livelli spuntati, appunti, obiettivi, dati di contesto — e le trasformano in un testo formale, corretto e adatto al documento che devi produrre.

Nessuno di essi osserva gli studenti, li misura, li confronta tra loro o propone una valutazione.

Che cosa fa

  • Mette in forma professionale ciò che hai deciso tu
  • Rispetta la struttura richiesta dal tipo di documento
  • Varia il linguaggio quando serve, per non produrre testi fotocopia
  • Rispetta i vincoli tecnici, come il limite di caratteri del registro
  • Segnala con un'evidenziazione quello che manca, invece di inventarlo

Che cosa non fa

  • Non valuta e non propone voti, livelli o giudizi
  • Non vede compiti, verifiche, registri o dati degli studenti
  • Non confronta studenti tra loro e non costruisce profili
  • Non conserva quello che scrivi per addestrare qualcosa
  • Non decide nulla: ogni testo è modificabile e va firmato da te

2. Quali dati partono dal tuo computer

La domanda che ci fanno per prima, e la risposta per esteso

Gli strumenti sono progettati secondo il principio di minimizzazione: nella richiesta finisce solo ciò che è necessario a scrivere quel testo. Nella pratica, questo significa che i dati identificativi degli studenti non lasciano il tuo dispositivo.

InformazioneViene inviata?Perché
Nomi e iniziali degli alunniNoRestano nel browser; nella richiesta compaiono etichette come «Alunno 1»
Livelli e indicatori spuntatiSono l'unica informazione necessaria per scrivere il testo
Diagnosi, dati sanitari, notizie familiariNoI moduli non li chiedono e le istruzioni ne vietano l'uso
Numeri di classe e caratteristiche generaliServono a contestualizzare il documento
I tuoi dati anagrafici nelle istanzeNoCompaiono come segnaposti da completare a mano
I tuoi appunti e i testi che incolliSono il contenuto da riscrivere: controlla che non contengano dati personali

La parte che dipende da te. Se scrivi il nome di un alunno dentro un campo di testo libero, quel nome viene inviato come il resto. Gli strumenti ti avvisano, ma non possono impedirtelo: la buona abitudine resta la tua difesa migliore.

Salvataggio e ripresa del lavoro avvengono tramite un file che scarichi tu: non conserviamo i tuoi documenti su alcun server. Quando chiudi la pagina, quello che non hai scaricato è perso — è scomodo, ma è la ragione per cui non esiste da nessuna parte un archivio dei giudizi della tua classe.

Sui nostri sistemi restano soltanto i dati del tuo account: indirizzo email, stato dell'abbonamento e avanzamento nei corsi, necessari a farti entrare e a rilasciarti l'attestato — più il contatore delle generazioni giornaliere, che è solo un numero. Nessun documento generato con gli strumenti, nessun elenco di alunni. Il dettaglio, con i tempi di conservazione, è nell'informativa sulla privacy.

3. Il caso dei giudizi, passo per passo

Lo strumento più delicato, raccontato per intero

1
Compili la griglia.

Per ogni alunno spunti i livelli: partecipazione, impegno, autonomia, progressi. Queste sono valutazioni tue, frutto di mesi di osservazione.

2
Le etichette restano qui.

I nomi che hai scritto nella prima colonna non lasciano il browser. La corrispondenza tra nome ed etichetta esiste solo sul tuo dispositivo.

3
Parte solo la griglia anonima.

Nella richiesta finisce un elenco del tipo «Alunno 1: partecipazione adeguata, impegno buono, progressi evidenti».

4
Torna il testo.

Ogni giudizio viene scritto con un attacco e una struttura diversi dagli altri, con il divieto esplicito di citare condizioni familiari, sanitarie o di origine e di inventare episodi, voti o assenze.

5
I nomi tornano al loro posto.

L'abbinamento avviene sul tuo dispositivo, dopo la risposta.

6
Leggi, correggi, firmi.

Ogni giudizio è modificabile nel riquadro. Nessun testo esce dallo strumento senza essere passato sotto i tuoi occhi.

4. Perché non sono sistemi ad alto rischio

La valutazione che abbiamo fatto, messa per iscritto

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale classifica come ad alto rischio, nel settore dell'istruzione, i sistemi usati per determinare l'accesso o l'ammissione, per valutare i risultati dell'apprendimento, per stabilire il livello di istruzione adeguato a una persona e per monitorare comportamenti vietati durante le prove.

Abbiamo esaminato ciascuno dei nostri strumenti alla luce di questo elenco. La conclusione è che nessuno di essi svolge una funzione valutativa: la valutazione è già stata compiuta dal docente prima che lo strumento entri in funzione, e ciò che il sistema fa è metterla in forma scritta.

Il regolamento prevede espressamente che non siano considerati ad alto rischio i sistemi destinati a svolgere un compito preparatorio o a migliorare il risultato di un'attività umana già completata, a condizione che non effettuino profilazione di persone fisiche. I nostri strumenti rientrano in questa descrizione e non effettuano alcuna profilazione: non ricevono nemmeno i nomi.

Il confine che non attraverseremo. Il giorno in cui uno strumento proponesse il livello al posto del docente — analizzando compiti, voti o andamenti — la valutazione cambierebbe, e con essa gli obblighi. È una funzione che non intendiamo introdurre.

Le disposizioni europee hanno tempi di applicazione scaglionati, e nel 2026 alcune scadenze sono state differite. Questa pagina viene rivista quando il quadro cambia. Restano fin d'ora rispettati gli obblighi di trasparenza: i testi prodotti sono dichiaratamente generati con l'assistenza dell'intelligenza artificiale.

5. Quali modelli usiamo

Chi elabora materialmente le richieste, e che cosa passa da noi

Gli strumenti si appoggiano a Gemini di Google. Le strade sono due, e le scegli volta per volta con i due pulsanti in fondo al modulo: cambia chi manda la richiesta, chi la paga e da dove passa.

Come generi il testoDove va la richiestaChi vede il contenuto
Genera qui con l'IA
(compreso in Account PRO)
Dal tuo browser al nostro server, e da lì a Google Gemini. Il nostro server tiene la chiave, controlla che tu sia abbonato e conta le generazioni giornaliere: quindici per gli strumenti, due per il generatore di lezioni, con conteggi separati. Noi, il tempo di inoltrarla — non la conserviamo — e Google.
Apri nella TUA chat IA Da nessuna parte, finché non incolli. Lo strumento scrive il prompt, te lo copia negli appunti e apre ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot o Perplexity. Solo l'assistente che scegli tu, con il tuo account.
Generatore Kit didattici
(pagina a sé)
Da nessuna parte. Prepara il comando, tu lo porti nella tua chat e riporti indietro la risposta: le nove schede le compone il tuo browser. L'argomento che scrivi non arriva mai a un nostro server. Solo se chiedi il PDF vengono scaricate due librerie pubbliche (html2canvas e jsPDF): scendono programmi, non sale nessun contenuto. Solo l'assistente che scegli tu.

Che cosa passa dal nostro server, e per quanto. Solo la richiesta che hai compilato e il testo che torna indietro, il tempo di inoltrarli: non li scriviamo su disco, non li registriamo, non li usiamo per niente. Sul server resta un contatore con il numero di generazioni fatte oggi, accanto a un codice che identifica l'account: nessun contenuto, nessuna email. Si azzera ogni notte.

Verso Google valgono le condizioni delle API a pagamento, non quelle della chat gratuita: i contenuti inviati tramite API non vengono usati per addestrare i modelli. Se invece scegli «Apri nella chat IA», il testo finisce nel tuo account ChatGPT o Gemini e valgono le impostazioni che hai scelto lì — nei piani gratuiti, spesso, l'uso per l'addestramento è attivo salvo che tu lo disattivi.

Se preferisci non far passare niente da noi, il secondo pulsante — «Apri nella TUA chat IA» — copia il prompt negli appunti e non contatta nessun server: quello che scrivi arriva solo all'assistente che apri tu.

Per il dettaglio dei trattamenti che facciamo noi — account, abbonamento, corsi — e dei tuoi diritti, puoi consultare l'informativa sulla privacy.

6. I limiti che conosciamo

Le cose che questi strumenti fanno male, dette da noi

7. Che cosa resta al docente

La parte non delegabile

La valutazione, l'osservazione, la relazione educativa e la firma. Gli strumenti possono occuparsi della forma di un atto professionale, non della sua sostanza: possono togliere la fatica di scrivere venticinque volte, non il compito di guardare venticinque ragazzi e farsi un'idea.

Per questo ogni testo generato porta con sé, in quattro punti, la stessa dichiarazione: sotto l'anteprima a schermo, in coda al testo che copi negli appunti, in fondo alla pagina che stampi e nel piè del file Word che scarichi. Dice che il testo è stato prodotto con l'assistenza dell'intelligenza artificiale, che va riletto, e che la responsabilità del documento resta di chi lo firma.

Un'eccezione voluta: quando copi il prompt per incollarlo in ChatGPT o in Gemini, la dicitura non viene aggiunta. Quel testo non è un documento, è un'istruzione per il modello: marcarlo significherebbe sporcare la richiesta.

E ogni testo resta modificabile fino all'ultimo momento. Non è una formalità: è il modo in cui questi strumenti sono progettati per funzionare.

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